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sondaggio sui laureati di scienze della comunicazione


Ciao a tutti sto lavorando ad una ricerca sui laureati in Scienze della Comunicazione...vuole indagare sulla percezione che hanno le aziende di noi e dimostrare anche che ci sono laureati che sanno e sanno fare....!!!!!
se sei un laureato e vuoi partecipare allora ti aspetto! iscriviti al gruppo e partecipa!

ti chiedo di iscriverti perchè oltre al sondaggio in corso ho altre iniziative da proporti....che danno voce a noi di sdc..:)

sulla bacheca troverai la 1° domanda ..con .il link per parecipare al sondaggio!!! che riporto anche qui..link sondaggio. http://apps.facebook.com/sondaggi/sondaggio.asp?id=12586&ref=mf


nell'area discussioni inoltre troverai due temi:

1)il muro dello sfogo:)))

dove potrai scrivere aneddoti buffi che ti sono capitati

2) I'm a comunicator

dove potrai raccontarci la tu storia a lieto fine...


ti aspetto!

università aziende 1 a 0

l'università è vecchia!
l'università non ha strutture adeguate!
l'Università ha tanta teoria
l'Università non prepara al lavoro
l'Università non è garanzia
e si potrebbe continuare un'invettiva all'infinito...
dalla mia breve esperienza una cosa ho capito che forse l'Università dovrebbe migliorarsi in tante cose e qualcuna si sta muovendo in questo senso...
Ma rispetto ai nuovi sistemi di marketing, al potere del web e alle strutture ...
quanto sono vecchie le aziende sia private che pubbliche......incluse paradossalmente alcune strutture universitarie in cui le innovazioni si studiano ma non si applicano....
TUTTAVIA si STUDIANO...
noi studiamo viral marketing e loro pensano ancora all'influenza Spagnola....
noi parliamo di gerriglia marketing e loro pensano alla riconversione del dopoguerra
noi parliamo di persone e loro di dipendenti
noi parliamo di telelavoro magari domiciliare e loro pensano agli asili da costruire in azienda...
noi parliamo di gestione di processi e loro alle "cause legali" in sospeso per via del fisco
noi parliamo di Comunicazione e loro Non pensano.

PARTE 2...noi quando guardiamo indietro guardiamo a quello che per il resto è futuro!!

arroganza? no...assolutamente.

Un pò di tempo fa ho cominciato una tesi sulla percezione che le aziende hanno dei laureati in SDC e man mano che la ricerca andava avanti dovevo cambiare continuamente le linee guida...perchè era come scoprire ogni volta un particolare nuovo da aggiugere e contestualizzare...tuttavia c'è da dire che una cosa è certa è che una professione come quella dei comunicatori è molto apprezzata negli U.S.A, qualcuno l'ha definita professione wau!, già è risaputo che in america sono avanti di 50 anni, quello che per noi è futuro per loro è presente. dal punto di vista socio-economico siamo ancora molto indietro ma se pensiamo a ciò che si studia a Scienze della Comunicazione siamo avanti con la mente ..quasi li abbiamo raggiunti...tuttavia ci scontriamo spesso con le aziende che ancora sono nel passato/presente e non riescono a vedere oltre la siepe...

non voglio il posto fisso se ho la stabilità di trovare lavoro tutti i giorni...ben pagato!

Il posto fisso è ormai il destino di pochi. Per cui nascono per virtù o necessità le nuove professioni:
quelle creative che ti consentono di viaggiare, di conoscere gente e culture nuove.
quelle che danno stimoli sempre nuovi perchè devi ogni volta usare una nuova competenza.
quelle che non ti permettono di farti un mutuo perchè una casa non ti serve, in fondo ci sono gli alberghi pagati dal cliente.
quelle che non ti serve una macchina perchè tanto c'è l'aereo e il treno se non ritarda
quelle che per molti pensano che non ti serve una laurea perchè tanto fa lo stesso
quelle che non ti serve un ufficio tanto non non lo userai mai
quelle che la mattina non ti fanno alzare sempre alla stessa ora tanto il cliente non lo troveresti mai perchè dorme pure lui
quelle che se vuoi un vestito Prada, lo affitti solo per gli appuntamenti con i manager
quelle che non potrebbero esistere senza pc, telefono, fax, internet.
quelle che nel 2004 non c'erano ma ci saranno nel 2010
quelle che chi non le sa fare chiama professioni dei Fannulloni e che si laureano in SDC

svecchiare, innovare, o semplicemente formare.

"La scuola va innovata", "la scuola deve avere più tecnologia", "l'Europa stanzia fondi per l'innovazione".
C'è chi queste parole le ha prese sul serio e si è impegnato a fornire le scuole di PC e collegamenti perfetto laboratori impeccabili, ma triste a dirsi spesso vuoti e mai utilizzati ancora con il famoso celofan. Perchè? non perchè il Preside non abbia attuato la sua buona volontà, ma spesso perchè purtroppo in molti casi, i professori, loro malgrato non sanno usare la tecnologia; come può un professore insegnare come si srive per il web se poi non sa neppure leggere una mail?
Allora ottima l'idea di scuole aggiornate e alunni tecnologgizzati, ma chi va innovato o semplicemente formato per prima sono i professori.
Oppure si potrebbe crare una materia che si occupi solo di scrittura per il web o e-book non solo teoricamente ma soprattutto praticamete. ES: crea un blog e metti online l'abstrat del tema che hai scritto in classe, oppure crea un filmato su un tema sociale e pubblicalo. Molte altre idee si potrebbero sviluppare, ma ogni alunno dovrebbe farlo sulla base di un perrcorso di studio e non su improvvisazione (che può comunque contribuire, la creatività è sempre ben accetta, ma non basta); inoltre saper imparare a smanettare e non far affidare 15 ragazzi tutti allo smanettatore di turno (lo studente autodidatta) come spesso accade...allora una soluzione ci sarebbe invece di formare o cambiare (ciò è impossibili in ITALIA) si potrebbero assumere esperti di comunicazione e attivare una materia speifica. Quando dico esperti non intendo tuttologi o mutuati a comunicazione ma dei professionisti dei Dottori dellla comunicazione.
O ancora di più ma qui andremo troppo avanti attivare una materia obblicatoria così come lo è l'italiano sull'uso della tecnologia e creazione di contenuti.

percezione, rumore cognitivo e interpretazione soggettiva

  • Sei sicura che la reatà è ciò che vedi?
    Il modo di vedere la realtà non è "obiettivo", dipende dalle nostre esperienze in base alle quali elaboriamo le realtà recepite dai sensi. Nel processo comunicativo interpersonale ciascuno percepisce se stesso e l'altro in modo soggettivo. Questi aspetti soggettivi consentono all'individuo di inserire le informazioni che riceve dal mondo esterno in un sistema di riferimento stabile che gli permette di adattarsi all'ambiente, ma, nello stesso tempo, contribuisce a rendere il processo comunicativo ancora più complesso e difficilmente controllabile. Ci sono, poi, dei fattori che possono influenzare la comunicazione creando difficoltà di vario genere. Tra questi elementi di disturbo (noice) nella comunicazione interpersonale si possono ricordare lo stereotipo e il pregiudizio.
    Lo stereotipo si può definire come quel meccanismo che ci fa interpretare la realtà non in base all'esperienza, ma in base al modello che un determinato gruppo si è costruito di quella realtà. Gli stereotipi non solo non ci permettono di cogliere la realtà come essa è, ma possono anche disturbare in modo consistente la comunicazione interpersonale.
    Il pregiudizio, invece, è un atteggiamento sfavorevole verso una persona o una categoria di persone che non si modifica neanche in presenza di informazioni contrarie. Il pregiudizio non permette di recepire in pieno le informazioni ricevute poiché esse vengono filtrate in modo da cogliere solo quelle che confermano la propria convinzione. Sia gli stereotipi che i pregiudizi disturbano la comunicazione interpersonale anche se hanno l'innegabile vantaggio di semplificare molto la realtà e di risparmiare energia e conflitti all'individuo.
    Altri fattori che influenzano la percezione di sé e dell'altro nella comunicazione sono:
    le caratteristiche individuali;
    -il modo di conoscere e strutturare mentalmente la realtà;
    gli stati emozionali che influenzano notevolmente la percezione che la persona ha di sé e dell'altro;
    -l'attribuzione di intenzioni che non corrispondono alla realtà giudicando il comportamento del partner comunicativo in senso negativo senza avere chiesto conferma della percezione soggettiva: spesso le intenzioni del partner non sono quelle che sembrano;
    -persuasione egocentrica in base alla quale si pensa che l'unico modo di vedere il mondo esterno sia il proprio;
    -effetto alone: quando si coglie un aspetto positivo o negativo si tende ad estenderlo a tutta la persona; così accade che, se abbiamo di una persona una impressione globalmente negativa, tendiamo a sottovalutarne i tratti positivi.

una tesi sui comunicatori?

Ebbene si sente spesso parlare di comunicazione, delle lauree in comunicazione dei corsi e master in giro per il mondo di comunicazione che alle volte sembra quasi inflazionato come temine non se ne può più.Sono stufa di sentire che i laureati in Scienze della Comunicazione vogliono fare le veline, nulla togliere a tale ambizione...sicuro non è a questa professione che auspicano i suddetti laureati.A questo punto mi sono detta fino a che punto le aziende sanno cosa sa fare un laureato in SDC? e soprattutto questa loro presunta "ignoranza" oltre ad alimentarne il pregiudizio, potrebbe esse un motivo per non ritenerli appettibili per loro?Fermo restando che almalaurea e l'osservatorio di unimonitor affermano con dati alla mano che molti laureati lavorano...ho ancora il sentore che molte aziende non si rendono conto di aver bisogno di una figura professionale così poliedrica.
Siamoo proprio sicuri che in azienda chi si occupa di comunicazione èveramente competente?