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sondaggio sui laureati di scienze della comunicazione


Ciao a tutti sto lavorando ad una ricerca sui laureati in Scienze della Comunicazione...vuole indagare sulla percezione che hanno le aziende di noi e dimostrare anche che ci sono laureati che sanno e sanno fare....!!!!!
se sei un laureato e vuoi partecipare allora ti aspetto! iscriviti al gruppo e partecipa!

ti chiedo di iscriverti perchè oltre al sondaggio in corso ho altre iniziative da proporti....che danno voce a noi di sdc..:)

sulla bacheca troverai la 1° domanda ..con .il link per parecipare al sondaggio!!! che riporto anche qui..link sondaggio. http://apps.facebook.com/sondaggi/sondaggio.asp?id=12586&ref=mf


nell'area discussioni inoltre troverai due temi:

1)il muro dello sfogo:)))

dove potrai scrivere aneddoti buffi che ti sono capitati

2) I'm a comunicator

dove potrai raccontarci la tu storia a lieto fine...


ti aspetto!

PARTE 2...noi quando guardiamo indietro guardiamo a quello che per il resto è futuro!!

arroganza? no...assolutamente.

Un pò di tempo fa ho cominciato una tesi sulla percezione che le aziende hanno dei laureati in SDC e man mano che la ricerca andava avanti dovevo cambiare continuamente le linee guida...perchè era come scoprire ogni volta un particolare nuovo da aggiugere e contestualizzare...tuttavia c'è da dire che una cosa è certa è che una professione come quella dei comunicatori è molto apprezzata negli U.S.A, qualcuno l'ha definita professione wau!, già è risaputo che in america sono avanti di 50 anni, quello che per noi è futuro per loro è presente. dal punto di vista socio-economico siamo ancora molto indietro ma se pensiamo a ciò che si studia a Scienze della Comunicazione siamo avanti con la mente ..quasi li abbiamo raggiunti...tuttavia ci scontriamo spesso con le aziende che ancora sono nel passato/presente e non riescono a vedere oltre la siepe...

percezione, rumore cognitivo e interpretazione soggettiva

  • Sei sicura che la reatà è ciò che vedi?
    Il modo di vedere la realtà non è "obiettivo", dipende dalle nostre esperienze in base alle quali elaboriamo le realtà recepite dai sensi. Nel processo comunicativo interpersonale ciascuno percepisce se stesso e l'altro in modo soggettivo. Questi aspetti soggettivi consentono all'individuo di inserire le informazioni che riceve dal mondo esterno in un sistema di riferimento stabile che gli permette di adattarsi all'ambiente, ma, nello stesso tempo, contribuisce a rendere il processo comunicativo ancora più complesso e difficilmente controllabile. Ci sono, poi, dei fattori che possono influenzare la comunicazione creando difficoltà di vario genere. Tra questi elementi di disturbo (noice) nella comunicazione interpersonale si possono ricordare lo stereotipo e il pregiudizio.
    Lo stereotipo si può definire come quel meccanismo che ci fa interpretare la realtà non in base all'esperienza, ma in base al modello che un determinato gruppo si è costruito di quella realtà. Gli stereotipi non solo non ci permettono di cogliere la realtà come essa è, ma possono anche disturbare in modo consistente la comunicazione interpersonale.
    Il pregiudizio, invece, è un atteggiamento sfavorevole verso una persona o una categoria di persone che non si modifica neanche in presenza di informazioni contrarie. Il pregiudizio non permette di recepire in pieno le informazioni ricevute poiché esse vengono filtrate in modo da cogliere solo quelle che confermano la propria convinzione. Sia gli stereotipi che i pregiudizi disturbano la comunicazione interpersonale anche se hanno l'innegabile vantaggio di semplificare molto la realtà e di risparmiare energia e conflitti all'individuo.
    Altri fattori che influenzano la percezione di sé e dell'altro nella comunicazione sono:
    le caratteristiche individuali;
    -il modo di conoscere e strutturare mentalmente la realtà;
    gli stati emozionali che influenzano notevolmente la percezione che la persona ha di sé e dell'altro;
    -l'attribuzione di intenzioni che non corrispondono alla realtà giudicando il comportamento del partner comunicativo in senso negativo senza avere chiesto conferma della percezione soggettiva: spesso le intenzioni del partner non sono quelle che sembrano;
    -persuasione egocentrica in base alla quale si pensa che l'unico modo di vedere il mondo esterno sia il proprio;
    -effetto alone: quando si coglie un aspetto positivo o negativo si tende ad estenderlo a tutta la persona; così accade che, se abbiamo di una persona una impressione globalmente negativa, tendiamo a sottovalutarne i tratti positivi.